Cari parrocchiani,
la società in cui viviamo, da tempo, ha ridotto il Natale alle vacanze, all'incontro con parenti e amici; ci abbaglia con un po' di luci … . Ma per il cristiano il Natale è l'incontro intenso, sempre vivo, con Dio che si fa uomo. Consiste nel fare entrare, nella propria vita, il suo amore che perdona. La sua vicinanza e amicizia sono vitali per l’anima, come l'aria che si respira. Se il cristiano cerca altre cose, vivrà di altre cose. Dove è il tuo cuore là è il tuo tesoro.
Cari Parrocchiani,
mi capita spesso di incontrare persone sconfortate che vedono solo il buio davanti a loro. C’è chi guardando la situazione politica, i crimini che vengono commessi, la guerra in atto … ha paura di perdere tutto. C’è chi crolla per la mancanza di salute, per la depressione, chi sta facendo fatica ad uscirne, chi è preoccupato per la propria salvezza perché non riesce a staccarsi dai soliti peccati, c’è chi ha tanti dubbi. È come se il mondo stesse crollando davanti a ognuno di loro.
Cari Parrocchiani,
Dio entra nella storia degli uomini per mezzo di Maria Madre del Principe della Pace.
Con il suo “Sì” all’annuncio dell’angelo Gabriele, la Vergine accoglie nel suo cuore il Figlio di Dio che in lei si umanizza. La fanciulla, pur non perdendo nulla della propria terrena realtà, in quello stesso momento è divinizzata.









