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I Vangeli non ci parlano di questo periodo ma io mi permetto di immaginarlo restando nella realtà umana. Penso a Myriam felice come ogni donna che è in attesa di un figlio, voluto, amato … . La gioia della donna deve essere immensa! Che desiderio vedere il suo bambino! Quale donna non immagina suo figlio, non si domanda se sarà maschio o femmina, come sarà … . Quante donne guardano il proprio marito per immaginare meglio come sarà il neonato quando nascerà? A chi assomiglierà di più? Penso che questo tempo, dal concepimento fino alla natività, sia stato per Myriam un periodo di Avvento. Una nostalgica attesa. Il suo Gesù è già vivo e presente, è cosi vicino ma non lo può ancora vedere, non sa ancora come sarà. E’ inutile guardare Giuseppe, il bambino in senso naturale non è suo.

Quanta attesa mescolata con amorosa nostalgia, la nostalgia di quello che possiedi ma non riesci ancora a vedere! Dio l’Onnipotente che puoi sentire nella tua carne ma che la tua stessa carne ti impedisce di vedere. Mi ricordo in un convento dei cappuccini due quadri appesi uno sotto all’altro, ognuno in forma di cerchio, due quadri simili raffiguranti due grandi medaglie. Ad un primo sguardo mi sembravano due gemelli dipinti su quadri diversi, un gemello forse un pochino più grande. Quando ho chiesto chi raffigurassero questi due dipinti del XVI secolo, un padre cappuccino mi ha risposto: Ma non ti sei accorto che sono Gesù e Maria da giovani? Poi guardando bene e da vicino mi sono perso contemplando questi due quadri stupendi. Sì, la Madonna era leggermente più grande ma quanto si assomigliavano quei volti! Il  Figlio rispecchiava tutte le caratteristiche fisiche di sua madre.
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