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Storia Breve di Maria SS. Bambina

mariabambina1LA NATIVITA’ DI MARIA – La prima fonte che narra della nascita di Maria è un testo apocrifo, il Protovangelo di Giacomo, che racconta di Gioacchino, un uomo pio e molto ricco che abitava vicino a Gerusalemme ed era sposo di Anna. Un giorno mentre stava portando le sue abbondanti offerte al Tempio come faceva ogni anno, il gran sacerdote Ruben lo fermò dicendogli che non aveva diritto di consegnarle per primo perché non aveva generato prole. Data l’età Anna e Gioacchino non avrebbero più potuto diventare genitori e, secondo la mentalità ebraica del tempo, il gran sacerdote scorgeva la maledizione divina su di loro, per il fatto di essere sterili.

L’uomo, addolorato, si ritirò in una terra di montagna e per quaranta giorni e quaranta notti supplicò l’aiuto di Dio fra lacrime, preghiere e digiuni. Anche Anna soffriva per questa sterilità e il suo dolore aumentò per la fuga del marito, così pregò intensamente Dio affinchè esaudisse la loro implorazione. Durante la preghiera le apparve un angelo che le annunciò la maternità e così avvenne: dopo alcuni mesi Anna partorì. Insieme a Gioacchino, poi, crebbe con amore la piccola Maria. 

IL CULTO – Le origini storiche del culto della natività di Maria non sono molto conosciute. Le prime tracce appartengono alla liturgia orientale. Aprendo il calendario della chiesa orientale greca si nota che l’anno liturgico non incomincia alla fine di novembre e in avvento ma il 1° settembre. In questo modo la prima grande festa dell’anno nuovo dell’oriente cristiano è quella della nascita di Maria.

I latini, primi fra tutti i romani, intorno all’ottavo secolo, presero dai greci questa festa che da Roma poi si è diffusa in tutta la chiesa d’occidente. A Milano il culto della natività di Maria sembra risalire al decimo secolo, mentre il duomo dedicato a “Maria nascente” venne consacrato il 20 ottobre 1572 da San Carlo Borromeo. Non lontano dal duomo, nella casa generalizia delle suore di carità, in via santa Sofia, si apre un santuario dove, in una culla di bronzo dorato, è custodita un’immagine miracolosa di Maria Bambina.

E qual è l’origine del simulacro? Intorno agli anni 1720-1730 suor Isabella Chiara Fornari, francescana di Todi, modellava volti di cera di Gesù bambino e di Maria bambina: era un’espressione della devozione ai misteri dell’infanzia di Gesù e di Maria tipica del Settecento. Un simulacro in cera, raffigurante Maria in fasce, venne donato a monsignor Alberico Simonetta e, alla sua morte (1739), l’effigie passò alle suore Cappuccine di santa Maria degli angeli in Milano, che ne divulgarono la devozione.

Gli anni che vanno dal 1782 al 1842 segnarono la soppressione, decretata prima dall’imperatore Giuseppe II e poi da Napoleone, delle varie congregazioni religiose. Il simulacro venne portato da alcune suore Cappuccine al convento delle Agostiniane, poi dalle Canonichesse lateranensi; venne quindi affidato al parroco don Luigi Bosisio, perché lo trasmettesse a un istituto religioso che potesse mantenerne viva la devozione. Questo simulacro ebbe come penultima destinazione un luogo di sofferenza: l’ospedale Ciceri di Milano, dove venne affidato da don Bosisio a suor Teresa Bosio, superiore delle Suore di Carità di Lovere. Queste religiose, che in seguito verranno comunemente denominate “di Maria Bambina”, presenti a Milano dal marzo 1842, erano state chiamate dal cardinal Gaysruck per l’assistenza ai malati dell’ospedale. E al Ciceri suore e malati si rivolsero ben presto a Maria per ottenere forza, speranza e protezione.

Nel 1876, in seguito al trasferimento della casa generalizia e del noviziato, il simulacro passò in via Santa Sofia. L’effigie di Maria Bambina ormai aveva oltrepassato il secolo: il volto in cera apparve scolorito e sciupato dal tempo, così viene sostituito con un’altra immagine, mentre quella originale sarà esposta l’8 settembre di ogni anno all’interno della casa religiosa.

È il 1884, nella cronaca dell’anno si legge: “Erano le ore 7 del 9 settembre 1994… La madre si reca nell’infermeria per la visita e, preso il simulacro, va di letto in letto porgendolo alle suore ammalate perché lo bacino. Giunge alla postulente Giulia Macario, da più giorni aggravatissima. Questa si sforza di avvicinarsi alla Celeste Bambina, con parole affettuose chiede la guarigione. Subito si sente per tutto il corpo un fremito misterioso, “sono guarita”, esclama, si alza e cammina”. Da allora il 9 settembre di ogni anno si festeggia il ”giorno del miracolo”. Dal 16 gennaio dell’anno successivo, poi, si notò un fatto straordinario: l’immagine di cera , scolorita e ingiallita, cominciò a diventare così bella da sembrare “una bambina vera.

Si rinvigorì, così, la devozione a Maria Bambina: il 2 giugno 1885 il simulacro venne trasportato in una cappella più ampia per facilitare l’afflusso ai fedeli; il 6 febbraio 1886 monsignor Polin, vescovo di Adda e Rovigo celebrò per la prima volta la messa davanti alla sacra effigie; il 25 maggio 1887 a Brescia venne benedetta la prima chiesa dedicata dall’istituto a Maria Bambina; e l’8 settembre 1888 nella casa generalizia di Milano il simulacro venne trasportato in una nuova cappella.

La devozione popolare si estese e furono numerose le grazie ricevute. Nel 1904 l’allora superiore generale, suor Angela Ghezzi, chiese ed ottenne dalla Santa Sede il permesso di incoronare il miracoloso simulacro. La cerimonia si svolse il 31 maggio dello stesso anno: il cardinal Ferrari, assistito da altri vescovi pose un diadema d’oro alla piccola effigie. Il gesto è interpretato da molti – e in particolare dalle religiose – come una risposta della Vergine alla preghiera che, parecchio tempo prima, la giovane fondatrice Bartolomea Capitanio rivolse a Maria invitandola ad “alzare dalla culla la tenera manina” e a benedire tutti.

La devozione a Maria Bambina ha accompagnato le vicende tristi e liete degli anni successivi: sono gli anni del primo conflitto mondiale, del dopoguerra e poi della seconda guerra mondiale. Il 15-16 agosto 1943 Milano ha subito un violento bombardamento: il santuario e parte della casa generalizia sono stati distrutti. Sotto le macerie vengono ritrovati numerosi ex voto contorti e anneriti, che saranno raccolti come frammenti di speranza e protezione di Maria.

Con la ricostruzione della casa il simulacro ha fatto ritorno a Milano in una sede provvisoria e il 6 ottobre 1951 venne posta la prima pietra del nuovo santuario che è stato consacrato il 20-21 novembre 1953 dal cardinal Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano, e lì ha trovato la sua collocazione.