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MERIDIANE

“HORAS NON NUMERO NISI SERENAS”

“Non segno/conto le ore se non (quelle) serene”

meridianeE’ la Meridiana che parla, in Latino, in prima persona.
NUMERO = I^ pers. sing. del verbo numero,-as “contare, segnare” < derivativo da NUMERUS che, oltre al significato di “numero” ha anche quello di “quantità, moltitudine ecc”
Il giochino qui verte sul significato di SERENAS (acc.vo pl. dell’agg. serenus) che oltre al significato originario di “sereno” può virare su quello figurato di “senza turbamento, senza pensieri ecc”.
In Latino il senso originario era quello di “secco, senza pioggia”; questo significato originario permette di confrontarlo con il Greco veroq e con il Sanscrito kšāras tutti con analogo significato.
E quindi il nostro autore ha voluto significare che la meridiana non può funzionare se non col cielo sereno e nella serenità della vita conventuale.
In più il Nostro ci ha infilato anche un’altra figura retorica: l’ALLITTERAZIONE che consiste nella ripetizione di lettere e/o sillabe, di solito iniziali, in due o più parole successive.
Nel nostro caso i suoni iniziali NO- NU- NI di non numero nisi.

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“ORIOR ORIENTE SOLE
SOLE CADENTE CADO”

“Nasco/mi accendo al nascer del sole, tramonto/mi spengo al tramontare del sole”

E’ sempre la Meridiana a parlare in prima persona ma qui il “giochino” si fa più complesso e degno di un (frate?) conoscitore e buon manipolatore del latino : sicuramente dal punto di vista tecnico e morfo sintattico.
Il nostro latinista si esibisce in un vero e proprio doppio chiasmo ( < tardo Lat. chiasmus a sua volta dal Greco xiasmoq che trae origine dalla lettera X - pronuncia chi con aspirazione della gutturale - , a causa della sua forma incrociata).
Un breve richiamo alla figura retorica del chiasmo.
Quest’ultimo è l’esatto contrario della simmetria o del parallelismo che i latini chiamavano concinnitas (< cum “insieme,con” + cano “canto”). Si può quindi definire un incrocio e quindi l’opposto di un andamento parallelo.

Infatti tale figura retorica è costituita dall’accostamento di due parti logicamente parallele in modo tale però che i termini della seconda siano disposti in un ordine opposto a quelli della prima.

Nel nostro caso anziché scrivere ORIOR ORIENTE SOLE e CADO SOLE CADENTE, cioè con i due verbi ORIOR e CADO avanti al resto (e questo sarebbe stato un parallelismo!) ha messo ORIOR in prima battuta e CADO in coda al resto, “incrociando” i due verbi.

E questo è il primo dei chiasmi.

Ma il Nostro si è prodotto in un altro salto mortale: ha posto in chiasmo i due ablativi assoluti e, anziché scrivere ORIENTE SOLE e CADENTE SOLE (e anche questo sarebbe stato un parallelismo!) ha “incrociato” il participio presente ORIENTE mettendo in coda l’altro participio presente CADENTE. E, per finire, non contento dell’erudizione fin qui esibita, ci ha propinato anche un doppio POLIPTOTO che è la ripetizione della stessa parola in diverse forme e funzioni.

Primo poliptoto: orior, I^ pers. sing del verbo oriri “nascere, sorgere ecc”, accompagnato da oriente, participio pres. dello stesso verbo “quando, mentre nasce”.

Secondo poliptoto: cado, I^ pers. sing del verbo cado “cado,scendo ecc”, accompagnato da cadente, participio pres. dello stesso verbo “quando, mentre cade”.
Per finire ricordo agli amanti del Latino che oriente sole e sole cadente sono due ablativi assoluti che hanno, tra gli altri valori, anche quello temporale.

ET DE HOC SATIS !

Orazio, caro amico dei Frati