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23 dicembre 2017
testQuest'anno la nostra famiglia ha scelto di accogliere la sfida lanciata da Padre Tomasz durante la Messa della prima Domenica di Avvento: "Costruite il Presepe con i vostri figli, nelle vostre famiglie facendo sì che ogni pezzo che aggiungerete sia il frutto di un atto d'amore".

Quale occasione migliore per preparare i nostri cuori al Natale !

Sembra un gesto banale, routinario, fare il Presepe. Lo facciamo ogni anno senza riflettere: riesumiamo gli scatoloni, spolveriamo le statuine e le collochiamo ai loro posti.
Questa volta sarà diverso. Quest'anno il Presepe lo costruiamo pezzo dopo pezzo con le nostre mani, dando un valore a questi piccoli gesti.
Ma ecco che timidamente fa' capolino nel nostro intimo, una domanda un po' amara: riusciremo ad avere abbastanza amore nella nostra famiglia per poter comporre un bel Presepe in tempo ?
E il nostro mondo per un attimo si ferma.
A volte da una cosa cosi piccola si può raggiungere una consapevolezza così grande, che apre il nostro cuore e rinnova in noi il desiderio di rivedere la nostra quotidianità sotto una nuova luce.
Sarà bello costruire insieme il nostro amore per Natale.
E se dovessimo constatare che per più di un giorno nessuno di noi ha potuto mettere un elemento nuovo nel Presepe ... beh ... quale momento migliore dll'Avvento per cambiare, migliorare e aprire il nostro cuore alla venuta di Gesù, per diventare veramente abitati da Dio !
Allora dai, coraggio, all'opera !!!!!

 "Mamma, cos'è Peseppe?" chiede Sabrina quasi nascosta dalla montagna di feltro di scorta della mamma.

Attimo di silenzio ... panico ... nessuna idea .... come spiegare ad una bimba di 4 anni ed un bimbo di 2 anni cos'è il Presepe ?!?!
"Allora, perché non rispondi ? Ti sei incantata ?" incalza impaziente.
Ma noi grandi, noi adulti sappiamo davvero cos'è il Presepe ?
"Sabri, per capire meglio cos'è il Presepe, rispondi prima a queste domande: tu vuoi bene a Gesù ?"
"Sì mamma, tantissimo, più di 10 !!!" (Sorrido sapendo che per lei 10 è il numero più grande che riesce ad immaginare, penso che per noi sia come dire "infinitamente").
"E pensi che Gesù ti voglia bene ?"
"Sì mamma, più di 10 !!!!"
"Sì mamma" fa eco anche Michele.
"E quando arriva qualcuno a cui tu vuoi molto bene vorresti che rimanesse con te, nella tua casa, nella tua famiglia ?"
"Sì, come quando è arrivato mio fratello e abbiamo fatto una grande festa con tutti i nonni, gli zii ...".
"Ecco amore mio, il Natale è l'arrivo di una persona speciale, che aspetti con ansia, a cui vuoi molto bene e che non vedi l'ora di poter avere nella tua famiglia. Il Presepe è la rappresentazione di una scena della vita quotidiana nella quale arriva Gesù quasi in punta di piedi, piccolo, povero, nasce in una mangiatoia al freddo e aspetta che siamo noi a volerlo accogliere, ad andargli incontro. Lui non ci impone la sua presenza, manda una stella, una luce che possa guidare da Lui coloro che vogliono seguirla, coloro che sono pronti a mettersi in cammino per accoglierlo nei loro cuori".
Sabrina e Michele annuiscono con aria soddisfatta, non so quanto abbiano realmente colto del discorso, ma sembrano affascinati da questa storia. Specchiandomi nei loro sguardi affiora alla mente il ricordo delle Storie di Natale di Bruno Ferrero e decido di prendere spunto per cercare di inventare una storia su ogni personaggio che creeremo insieme.

E così, giorno dopo giorno, ci siamo messi in cammino tutti insieme, inciampando, scivolando ma determinati a voler trovare ogni giorno il coraggio di dire "ti voglio bene", "scusa", "per favore"; la forza di prendersi per mano e donarsi un sorriso; la volontà di ritrovare la pace dopo il disaccordo.
Non è stato facile.
Non doveva essere facile, doveva essere vero.
I figli ci hanno dato la forza, l'entusiasmo e la voglia di tornare anche noi un po' bambini per questo Natale.

test1Il Presepe è diventato un appuntamento fisso alla sera e uno stimolo per essere più collaboranti, più disponibili, più sereni. Il poter aggiungere un altro pezzo al Presepe é diventato, soprattutto per i più piccoli, il premio più ambito della giornata !

Ed è così che abbiamo conosciuto il pastorello Giò.
Una sera, frutto di una giornata di particolare armonia, abbiamo avuto la possibilità di inserire nel Presepe la piccola fattoria del pastorello Giò.
Giò era un piccolo bimbo che aiutava i propri genitori badando alle pecorelle più giovani, portandole al pascolo, al ruscello e vegliando su di esse affinché non corressero pericoli. Una sera, tornado alla fattoria, Giò contò come sempre le pecorelle mentre entravano in fila indiana nella stalla ... una ... due ... tre ...quattro ... cinque ... oh no !!!! Ne mancava una !!!!
Mise a nanna le pecorelle e corse di nuovo al pascolo. Ripercorse a ritroso la strada alla ricerca della pecorella che si era smarrita ma ... niente ... non c'era da nessuna parte !!! Il cielo si stava facendo sempre più buio e il povero pastorello non sapeva come fare: non voleva deludere la sua mamma e il suo papà dicendogli che aveva perso una pecorella, allo stesso tempo non voleva farli stare in pensiero non vedendolo tornare. Inoltre, faticava ad ammetterlo, ma iniziava ad avere un poco di paura e un poco di fame e un poco di freddo ... ed ecco, in lontananza, il belare di una pecorella ... sembrava proprio lei, la sua piccola Bezzy ! Si mise a correre veloce veloce nella direzione da cui proveniva il suono ma, al buio, non riusciva proprio a vederla.
Non si perse d'animo e continuò a rincorrere quel belare così familiare, chiedendosi per quale ragione Bezzy stesse scappando dalla parte opposta a quella della fattoria.
Proseguendo nella sua ricerca Giò ebbe l'impressione che il cielo si stesse schiarendo, come se una luce fosse stata accesa dietro la collina. Che fosse quella la causa del disorientamento di Bezzy ?!? Cammina, cammina finalmente ecco la sua pecorella, quasi in cima al colle, immobile, come pietrificata ... ancora pochi passi e ... "Presa !!! Si torna casa, finalmente ! Mi spieghi perché sei scappata così, mi hai fatto preoccupare. E adesso è tardi e saranno in ansia anche mamma e papà non vedendoci arrivare ! Non farlo mai più !!!! Ma cos'hai che ti comporti così ? Non restare ferma lì, andiamo !!!" Niente Bezzy non si muoveva, aveva lo sguardo fisso verso un punto in lontananza alle spalle di Giò ... ma cosa sarà ... .

"Cos'è mamma ? Cos'è ? Dai racconta ...".

Il pastorello si voltò verso la direzione in cui puntava fisso lo sguardo della sua Bezzy e ... stupore ... meraviglia !!!!
Una stella con una scia lunghissima illuminava la vallata addormentata e si posava su una vecchia capanna diroccata dove, un tempo, il nonno di Giò teneva gli attrezzi da lavoro. Preso dalla curiosità si incamminò con la sua pecorella verso quella luce calda e rassicurante.
Quando si avvicinò, vide che il capanno non era più vuoto: nell'angolo dove un tempo il nonno riassettava gli attrezzi, si trovava un bimbo, appena nato, sistemato su un mucchietto di sterpaglie secche, e accanto lui la sua mamma e il suo papà ... . Che belli, non avevano niente eppure, guardandoli, sembrava non mancare nulla alla gioia perfetta di quel momento. Giò rimase incantato, non osava quasi avvicinarsi ... . Fu Bezzy a costringerlo a seguirla sino ai piedi del capanno, voleva portare ciò che aveva: un po' di calda lana per quel povero Bambino infreddolito.
Giò aiuto Bezzy a togliere un po' di lana dal suo manto per posizionarla nel giaciglio. Lavorò senza sosta sino a quando senti una voce famigliare alle sue spalle: "Giò !! Giò !!!"
test2"Mamma, Papà !!!!" corse ad abbracciarli "Come sapevate dove trovarmi ?".
"Un angelo ha bussato alla nostra porta mentre preoccupati ci chiedevamo dove fossi andato. L'angelo ci disse che era nato Gesù e che avremmo trovato nostro figlio e la sua pecorella ai suoi piedi a rendergli omaggio. Avremmo dovuto seguire la stella ...".
"Gesù ?!?! UAO... !!!!" Esclamò Giò.
Tutta la famiglia restò colma di gioia ad ammirare quel Bambino così piccolo e già così speciale.

Ed ecco, anche nella nostra famiglia, è arrivato davvero Natale !!!!
Sara G.